E pensare che… ti ho dedicato il mio tempo, che ti ho abbracciato stretto, che ho baciato la tua bocca, che ho respirato il profumo della tua pelle….ma ho pensato anche e soprattutto che tu hai fatto lo stesso!
lunedì 24 novembre 2008
E Pensare Che...
E pensare che… ti ho dedicato il mio tempo, che ti ho abbracciato stretto, che ho baciato la tua bocca, che ho respirato il profumo della tua pelle….ma ho pensato anche e soprattutto che tu hai fatto lo stesso!
lunedì 17 novembre 2008
Senza Fretta
Dubbiosamente con tutti i dubbi del caso…ti mando un forte bacio!
lunedì 10 novembre 2008
Solo Un Volo...
(Ornella)Meglio avere dei rimorsi o dei rimpianti è un dubbio mio,ma ti dico che alla fine tutto quanto rifarei
(Eros)Se la vita è solo un volo che passa e va,so che lo vissuta almeno, so che l'ho vissuta in pieno.(Ornella)Poi non so se in fondo capita pure a teche ti manchi ancor qualcosa anche se non sai cos'è
(Ornella e Eros)Forse un sogno che è rimasto la dov'èe comunque sia altro cielo c'è(Eros)Quando penso a quello che ho vissuto io,e a dove mi han portato, le mie scorrerie d'amore
(Ornella)Imparando a riconoscere così, un' insolita emozione da un normale batticuore
(Eros)Ho raccolto fiori rotti dalla grandine però dopo quanti temporali non saprei,
(Ornella)Ma li ho ripiantati tutti, non mi sono arresa,no perché almeno uno rallegrasse i giorni miei
(Eros)Se la vita è solo un volo che passa e va,so che lo vissuta almeno, so che l'ho vissuta in pieno(Ornella)poi non so se in fondo capita pure a te
(Ornella e Eros)che ti manchi ancor qualcosa, che ti manchi ancor qualcosacome a te..
(Eros)poi non so se in fondo capita pure a te(Ornella)che ti manchi ancor qualcosa che ti manchi ancor qualcosa
(Ornella e Eros)Forse un sogno che è rimasto la dov'èe comunque sia altro cielo c'è..altro cielo c'è...
sabato 8 novembre 2008
Non Ci Sono Promesse!
martedì 30 settembre 2008
TRISTE!!!
mercoledì 3 settembre 2008
E Se Avessi Dimenticato Come Si Fa Ad Amare ???
Stringo un libro tra le mani, cercando di non pensare ma una domanda arriva nella mia testa.…e se non ricordassi più quella dolce sensazione d’abbandono che ti regala dormire tra le braccia di qualcuno…
Mi perdo tra le righe di un libro qualsiasi, scosto pensieri, immagini, getto fotogrammi di quel che sono stata, voltando lo sguardo al nuovo. Un punto interrogativo mi guarda dalla pagina. Fa parte della mia vita essere così maledettamente annodata, fa parte della mia vita chiedermi sempre il perché delle cose.…e se avessi paura di dire a me stessa cosa è che mi manca più di tutto: innamorarmi e fidarmi di nuovo…
E se avessi paura di scoprirmi fragile… Sono un elefante in una cristalleria. Mi scorpo sola e avida delle mie piccole cose, dell’abbandono nell’amore, del calore e dell’addormentarsi senza che i pensieri facciano giri infiniti prima di zittirsi. Mi scopro spavalda e poi, subito dopo, timorosa. I miei occhi han capito che piangere non sempre serve.
…e se avessi sotto quegli occhi qualcosaqualcuno?
Sono sempre più come quel minuscolo e testardo punto interrogativo appeso in fondo alla riga prima di voltare pagina. Consapevole di quel che voglio. Certe cose non si cercano, certe cose semplicemente capitano. E con la consapevolezza resto in silenzio.
giovedì 28 agosto 2008
Cristallina
martedì 26 agosto 2008
Nuova Fase Della Mia Vita
“Dare un senso alla propria vita può condurre a follia, ma una vita senza senso è la tortura dell’inquietudine, e del vano desiderio”.
giovedì 1 maggio 2008
Tempo: Passato-Presente-Futuro
martedì 8 aprile 2008
La Memoria…
martedì 1 aprile 2008
Inquieta...
Avrei voluto essere al mare, e per un attimo inventare una me diversa, un periodo diverso, fatto di una strada liscia, senza intoppi, senza buche né cadute, senza attese, senza bruschi cambiamenti. Odio i cambiamenti repentini, perché hanno la prepotenza di sradicarmi e la presunzione di ripiantarmi in un posto che ancora non sento mio e che forse mai lo sarà. Non mi invento vite speciali, così come non sono diversa da quel che sono e non indosso maschere… O forse sì, una la indosso, ogni tanto in questo periodo, quando non voglio far percepire la sottile paura che ho da diversi mesi ormai. La paura di star sola, di rimanere senza quel che amo, di svegliarmi un giorno e scoprire che quel che volevo non c’è più, o almeno che non è più per me. Non traspare questa mia paura agli altri, ma io la sento perché scorre in me sotterranea da quel giorno. Si può essere fragili e forti nello stesso istante, così come si può amare e odiare, sentire caldo e poi subito freddo. Ed io cambio rimanendo apparentemente sempre me stessa. Fare la differenza per qualcuno, rimanere impressi sul cuore e nelle vite di chi ci passa accanto, di chi ci sfiora, di chi si ferma, di chi mi abbraccia fino quasi a soffocarmi, mi sono detta che questo era quello che contava. So se ho fatto quella differenza per qualcuno, so che tipo di persona sono, so quanto do e quanto chiedo indietro e non mi interessa nemmeno dirlo o scriverlo.
Ma rimango lo stesso con la paura che mi ghiaccia gli arti e che mi fa apparire rigida e distante, quando magari vorrei esser burro che si scioglie ricambiando un sorriso. Ho pensato poi che tutto passa, che tante cose forse si dimenticano, che i buchi fatti di vuoto prima o poi, se ne si è capaci, si colmano. Intanto mi avvicino, poi intimorita mi allontano, aspetto, penso, rifletto, dormo, vivo sul chi-va-là, ricompongo i pezzi, riprendo i libri in mano. Colmo i miei spazi vuoti con i pensieri, con le immagini, con i ricordi, li colmo con alcuni momenti da salvare di questi ultimi due anni. Qualcosa va nel dimenticatoio, perché è giusto che qualcosa dorma, che qualcosa s’allontani, o che venga ricordato come superato ed archiviato. Poi mi fermo e nonostante tutto, anche se profondamente inquieta, respiro e torno a vivere la mia vita…
venerdì 21 marzo 2008
Tranquilla...
Tutto mi ha riportato a pensare a quella che ero e a quella che sono. E' un periodo particolare, una situazione anomala ma chiamatela bolla, chiamatela campana, chiamatela come diavolo volete, io so che questa è la mia dimensione. E chi sono io se non un essere con una, cento, mille dimensioni? Non mi importa d’esser capita, io vado avanti per la mia strada. Questo è deciso.
Il telfono squilla: io non rispondo. C’è chi m’annoia, chi non mi capisce, chi pretende di conoscermi e di sapere tutto di me, illusi. Sono un essere difficile, e lo dico con poca presunzione, tanta coscienza che si mischia all’ansia. Non ho voglia adesso di capire quel che mi succede, chi entra nella mia vita e come ci entra, se passa dalla porta principale, da quella di servizio o da una finestra sul retro. Non chiedo, non mi faccio poi così tante domande. Succederà quel che deve succedere. Io spero solo di non farmi male, anche se so che è più facile cadere e sbucciarsi un ginocchio, che aspettare di atterrare su un morbido cuscino.
Ma tutto è rimandato, tutto a tratti si ferma, tutto si ribalta, basta solo una parola, uno sguardo o un abbraccio per domandarmi se sarò quella che ero, se il cuore è ancora caldo o se invece è diventato un pezzo di ghiaccio. Scuoto la testa e mi fermo, mi dico che non c’è fretta alcuna, e che con la calma certe cose vengono meglio di altre. Tacciono le voci, fanno spazio ad un silenzio che a tratti mi fa compagnia, lo spezzo io quando voglio, quando capisco d’esser calma, quando per un attimo sorrido a chi mi vuole bene. Respiro queste piccole bolle e poi chissà...
lunedì 10 marzo 2008
Una Vita Assieme
Quello che per noi sembra possibile spesso per altri è assurdo. Ognuno di noi ha una propria visione del mondo e della vita...un modo di intendere l'esistenza che è personale e che non cambia...deriva dalle esperienze e dagli insegnamenti che abbiamo avuto durante la crescita!! cambiarlo vorrebbe dire violentarsi. Un cammino di vita assieme presuppone obbligatoriamente una visione solidale della vita. L'esistenza è già di per se dura da affrontare da soli...figuriamoci in coppia..se non si procede entrambi nella stessa direzione. Per amore ci può sacrificare? o meglio amore può voler dire sacrificio? quante volte mi sono fatta questa domanda...per cercare di trovare un senso alle sofferenze che venivano dalla mia storia d'amore. La conclusione alla quale sono giunta è estrema...forse anche triste...non è amore, se dall'altra parte non si viene corrisposti in eguale misura...se non si sta bene entrambi non è giusto chiamarlo amore!!! stare male per una vita intera sperando che le cose cambino...non è amore...ma egoismo...voglia di possedere a forza un qualcosa che non c'è...un'idea che è solo dentro di noi... e non corrisponde al vero. Accontentarsi... bè lo fanno in tanti...anzi in tantissimi...l'ho fatto anche io...c'è chi lo vive bene...e chi invece ci sta male!!! Però non so davvero se sia meglio cercare in vano l'anima gemella....rischiando di restare soli...oppure accontentarsi e soffrire in silenzio.... Mi sto convincendo sempre più che al mondo esistono due categorie di essere umani…..una categoria per così dire più razionale….che impronta la propria esistenza sulla logica ed il calcolo…ed una invece più libera ed irrazionale…che segue l’istinto ed il cuore…senza badare alle conseguenze. Ma la vita purtroppo non è un film..non c'è sempre il lieto fine. Dopo un brevissimo periodo di pseudo felicità...mi ritrovo nuovamente svuotato, privo di forza interiore e soprattutto di motivazioni. Ho passato un fine settimana che dire apatico è poco....sta mattina pensavo... ma ha senso vivere una vita così piatta!! una vita senza più sussulti nel cuore!! Una vita senza sentimento è come una strada dritta senza curve...dopo un pò ci si annoia mortalmente. Vale davvero proseguire il viaggio...o sarebbe meglio fermarsi e scendere? Ma forse non è questo il problema...Il mio grande problema è fondamentalmente un altro....ci si può far condizionare da un sentimento...che alla fin fine non esiste!!! si perchè se andiamo affondo alla questione....il vuoto che sento dipende proprio dalla conferma quotidiana e sconvolgente di questa affermazione. L'amore....almeno per come lo intendo io...non esiste. Questa constatazione mi getta nello sconforto più totale....anche perchè ho basato tutta la mia esistenza su questo sentimento....ed arrivare a 25 anni rendendomi effettivamente conto di aver preso un abbaglio così grande è davvero dura da accettare. L'amore è rimettere la propria vita nelle mani dell'altro...perchè consapevoli che nessuno al mondo potrà proteggerla in maniera migliore!!!! L'amore che intendo è essere pronti a dare la propria vita per quella della persona amata. Ecco questo tipo di sentimento è utopia...non esiste!!! Viene sbandierato a destra e a manca....ma nella pratica delle cose non esiste....è solo una bella favola. Chi crede in questo genere di sentimento è un malato....un diverso....un disadattato. Chi crede in questo tipo di sentimento è un povero idiota...Chi crede in questo tipo di sentimento e lotta con tutte le sue forze per trovarlo è un visionario. Si può cambiare tutto di un tratto la propria ragione di vita....si possono cancellare i valori con cui si è cresciuti e nei quali si è creduto ciecamente fino alla morte? Per chi come me...vive di emozioni e di sogni fare una cosa del genere equivale a morire. Il desiderio più grande che ho in questo momento di sconforto....è quello di poter assaporare la vita con la superficialità della maggior parte delle persone, senza troppi ma e se... E' inutile sperare che l'esempio di un amore vero e sincero...che va al di là di ogni dolore e sofferenza umana....possa smuovere gli animi e le coscienze. La verità è che siamo soli....singoli individui...che soddisfano le proprie esigenze egoisticamente. Chi non è capace di tale egoismo è tagliato fuori dalla corsa della vita. Non tutte le ciambelle riescono col buco....oggi è definitivamente tramontato quel sogno al quale sono rimasto attaccato con la forza della disperazione fino all'ultimo momento. Ognuno ha un proprio modo di vedere la vita e di interpretare i gesti e i comportamenti delle persone...Quando si ama qualcuno si arriva a giustificare tutto...o quasi. L'amore quando è vero...anche se tormentato accetta anche certi gesti....pure se estremi o dolorosi....altri li disapprova comunque e sempre. Ripeto molto sta nell'indole della persona ed nella sua naturale interpretazione dell'esistenza. Le verità di oggi per il mio intendimento della vita...hanno spento definitivamente l'ultimo focolaio di un incendio scoppiato un anno fa. Resteranno per sempre i rimpianti per qualcosa di straordinario che non potrà mai più essere tale.....quella stella di speranza che si era accesa nel cielo stellato in una notte si è spenta per sempre.
domenica 9 marzo 2008
Si Riprende...
Da un po’ che rivivo la solita atmosfera, quella che ha sempre fatto parte di me, che mi mancava, studiare in biblioteca, stare lì per qualche ora, girare tra gli scaffali e tra un libro ed un altro fissare le persone sedute, chi dormicchia, chi ascolta qualcosa in cuffia, chi studia. Ho dovuto tirarmi le orecchie.
Bè è ufficialmente finito il periodo “batto-la-fiacca” ed è iniziato quello del “mi-metto-seriamente-a-studiare”, perché il periodo di scazzo ed indolenza mi è iniziato a star stretto, come molte cose ormai. E così ora vado a studiare in aula studio. Finalmente macino pagine anche io, accaldata, ma fiera di me e della concentrazione che sono stata capace di mantenere. Poi a casa e finalmente relax, riposo, televisione e meritato cazzeggio. C’è da dire però che le mie nuvole nere sono sempre presenti ma piano piano lascio entrare il sole. Sto godendo del sole e di me stessa, ripetendo dentro di me gli ultimi pensieri saggi, vivi, anche se quelli bastiancontrari ci sono sempre, ma per me ci sono sempre e questo conta. Conta che non mi sono persa, e che bene o male sto bene e me la cavo, vivendo me stessa e la mia vita. E che alla fine nella vita conta il fatto di riuscire ad alzarti da solo e con le tue forze, togliendoti la polvere dalla tua giacca, asciugandosi inutili lacrime, girare la pagina del calendario e vedere che finalmente ogni giorno è diverso dall’altro…..
giovedì 31 gennaio 2008
Essere Forti…
Dicono che io abbia tante risorse, dicono.
Dicono che io sia forte e che anche il mio carattere lo sia.
Ma quando ci sono eventi che ti espongono nuda del tutto come si fa a non avere un po’ paura?
Sentirsi impotenti, impauriti, arrabbiati, con il cuore che va a tremila di notte e di giorno, di giorno e di notte.
Il mio cuore segue un ritmo tutto suo, e quello del telefono. Ma mi faccio forza perché sento che devo.
Ma ho rabbia amara in circolo e a tratti tremo, e non ho abbracci in cui io mi possa rifugiare per scaldarmi, se non in quelli degli amici. E non so come sfogarmi.
Ho pianto questa mattina quando nessuno mi vedeva, quando la casa ancora dormiva e mentre mi preparavo per andare in facoltà. Odio piangere ed essere guardata.
Sento che adesso non mi importa di nulla e penso solo ad aspettare notizie buone e che mi dicano che tu stai bene. Convivo con un nodo alla gola che si stringe e s’allenta a seconda delle ore. Convivo con il mio umore che va su e giù come un’altalena. Nel frattempo tremo, mi riprendo, bevo troppi tè e caffé, mi distraggo, parlo, ma poi mi assento, mi stacco da me e divento muta. Che periodo di merda. Che inizio di anno di merda.
Ma reagisco e tenacemente mi intestardisco perché so che devo fare così, ché non mi piace sentirmi sopraffatta. Rimango in silenzio, a tratti respiro, e ti penso, ti penso tantissimo.
lunedì 28 gennaio 2008
Intolleranze
Se mangio un determinato tipo di funghi il mio corpo viene colpito da sensazioni strane…Tutto questo si chiama intolleranza, ma io spesso me ne frego e continuo imperterrita a mangiare. E questa intolleranza, per me che ne sono a conoscenza, si vede ad occhio nudo, tanto che qualcuno ogni tanto mi dice: “Ma cosa ti sta succedendo?”. Ci sono però delle intolleranze invisibili, qualcosa ti dà fastidio e ti prude, ma non c’è nulla sul tuo fisico che ne possa testimoniare l’esistenza. Ed io forse debbo ancora capire quale è il mio grado massimo di intolleranza che produca una reazione abbastanza chiara all’esterno. Come se fosse una spia, un segnale, che avverte colui o colei che produce in me questa intolleranza a smettere di assillarmi, rompermi le scatole, insistere quando non ce n’è davvero motivo. Io sono così: se una persona con me è chiara e il messaggio mi arriva, a meno che io non sia davvero molto arrabbiata e non debba far valere le mie ragioni, mollo la presa, cado in silenzio, mi allontano e ciao. E invece no, il mondo sembra girare al contrario, le persone mancano di raziocinio, giocano tutte le carte inclusi i jolly e quando mancano le carte bluffano. Ed io non sono capace di mandare a quel paese nessuno con dei modi che non siano garbati, sono troppo educata gliel’ho sempre detto ai miei genitori, ogni tanto si deve essere stronzi così vedi come ti capiscono. Funziona con tutti, con la sottoscritta no. Quindi è facile che mi ritrovo sempre nelle stesse situazioni, ma a tutto c’è un limite, ed io ho solo imparato a manifestare il mio dissenso quando una persona oltrepassa la mia riga rossa, oltre quella sei irrimediabilmente fregato, e non mi importa quante cose carine potrai dire, non c’è storia, però alla fine automaticamente io sono quella stronza. Ma va bene, va bene così. Sono davvero una stronza.
Adesso è tempo di recuperare le forze, di riappropriarmi del sonno perso dell’altra sera, di fare ordine nella mia vita, di mettere a tacere tutto quello che mi dà fastidio e che vorrebbe allontanarmi dalle mie priorità.
Io ci metto la forza di volontà, il tempo farà il resto.
Cavolo come mi girano oggi, è proprio lunedì…
sabato 19 gennaio 2008
Sento Che Mi Dispiace…
Chiedo inutilmente al tempo e al destino beffardi per quanto altro tempo ancora decideranno di divertirsi con me, prendendomi a calci… perché loro sanno come fare, sono in balia del loro piede sinistro, e la mia volontà per quanto sia forte può davvero così poco… spostarsi su qualcun’altro no eh?
Chiedo, con una grande escrescenza di rabbia, “per quanto altro tempo ancora eh?”, perché in teoria sarei stufa e anche un po’ stanca, e le forze non è che siano infinite, per quanto ancora forte io possa sentirmi. Vorrei rosicchiarmi i gomiti, ma poi mi chiedo come farei ad appoggiarmi sul tavolo, come faccio sempre, per fissare la mia città fuori dalla finestra? Oggi c’è il sole e sorrido almeno un po’, ma sento che mi dispiace.
Perché tutto è così difficile e niente è facile. E perché deve essere sempre così per me? Non ho firmato né carte, né strani abbonamenti alla sfiga, eppure.
Perché mi sembra di partecipare ad un gioco dove tutti conoscono regole, scorciatoie, bluff ed io no?
Non è mica giusto. Perché questo periodo deve essere così dannatamente strano?
Perché incontro persone che non mi piacciono, e tutto poi continua ad aleggiare nell’aria, ma maledettamente la voglia di vederti, di stare insieme, di scoprire quello che ancora non ho vissuto di te, predomina? E in parte so che è così anche per te. Ma come al solito c’è un ma!
È una strana sensazione quella che ho addosso, è quella dell’essere sempre in ritardo con gli eventi della vita, ed io ho ovviamente il fiatone e un uovo sodo nella gola, che non scende e non sale.
È come se mi avessero messo in una stanza da ballo, ed io ballassi continuamente fuori tempo, con il maestro che corregge con un’asta di legno, toccando in più punti, tutti gli errori che faccio. Lasciandomi qualche segno.
Io Ballo fuori tempo. Da sempre.
Pensare che poteva essere… ma forse è giusto anche così, no? Forse.
E lo so che potrei sembrare presuntuosa, io ti conosco molto bene, e l’istinto a volte è più forte di tutto. E capisci anche quando dall’altra parte qualcosa c’è.
E mi è successo tante volte nella vita che certe mie sensazioni le so riconoscere.
Non mi accorgo quasi mai delle persone che mi passano accanto, ma stavolta è stato diverso.
Per questo sento che mi dispiace. Ma forse adesso è giusto anche così. Sono tutta intera, e nonostante tutto mi sento serena.
Ho svuotato il sacco, ho detto ciò che pensavo, sono stata sincera come sempre, perché per me in queste cose si deve essere se stessi, per non tradirsi.
Non concepisco strategie, né giochetti, e l’unico asso presente nella mia manica è essere me stessa sempre. Perché non potrei essere mai un’altra.
lunedì 14 gennaio 2008
I’m An Alien…
Non molto tempo fa, e con tanta presunzione, pensavo che fossero gli altri ad essere diversi ed io quella normale. E anche se ho sempre detestato le categorie, le divisioni e le spaccature che relegano le persone su piani differenti, devo ammettere di essermi sbagliata. E tanto.
Perché adesso, e senza alcuna presunzione, posso dire di sentirmi un’aliena fatta e finita, sono io quella diversa, capovolta, fatta al contrario, senza capo né coda, con una razionalità e logica tutta sua, e gli altri, gli altri sì che sono normali. Ok l’ho ammesso. Ammetto la mia natura aliena. E sto da Dio. E sapete cosa c’è? Non provo invidia per gli altri, per quelli normali, intendo. E non mi importa forse nemmeno sapere di cosa sia composta questa normalità di cui si parla, visto che non mi ci riconosco nemmeno un po’. Perché per me non riconoscermi in qualcosa è come indossare un abito che non mi piace e che mi fa sentire terribilmente a disagio in mezzo agli altri.
Soltanto per un attimo, in questa mia cosciente discesa nello stato alieno, mi sono sentita spaesata. Ciò che non è vitale è superfluo.
E di cose superflue ne ho piene le scatole.
Oggi la normalità è superflua, galleggia sulle teste, allontana mica avvicina, rende freddi mica scalda, chiude mica apre. Insomma tutto il mio opposto. Per questo io mi sento un’aliena e non normale. In questa condizione di aliena mi sono ripiegata più volte su me stessa e ho impiegato il tempo a scavare buchi perdendomi nei miei segreti, ammettendo le mie pecche e tutti i miei difetti, aggiungendo voci alla lista dei miei bisogni primari, e solo così sono stata capace di spiegare il motivo del mio disagio, delle lacrime, del sentirmi mancare spesso l’aria, e di non capire cosa mi venisse detto.
Ammettere la propria natura e i propri bisogni ci libera e ci espone allo stesso tempo.
Alla fine non serve nemmeno mettersi su piani diversi per sforzarsi di comprendere l’incomprensibile, perché è del tutto inutile.
Il fatto è che a questo mondo esistono tanti altri alieni, perché per fortuna non sono l’unica, ma a volte non so come fare a riconoscerli, perché non abbiamo mica la pelle verde, strane macchie, o piccole code nascoste sotto gli strati dei vestiti.
Forse ci vuole naso e istinto, destino e momenti giusti. Solo questo.
“In alto sopra di me gli alieni, tutte queste strane creature…
Spero che scendano un giorno su una strada di campagna a notte tarda mentre guido, mi facciano salire a bordo delle loro navi meravigliose
e mi facciano vedere il mondo che amerei vedere”.
Strane Alchimie Di Coppia…
Le coppie sono affare strano, puro mistero, ingarbugliato gioco di alchimie, reazioni, e trasformazioni. Si è un po’ come l’argilla nella coppia, ci si plasma, ci si spalma, ci si modifica pezzo dopo pezzo. Che cosa strana sono le coppie, assomigliano ai viaggi in treno prendi un biglietto e parti: possono sembrare eterni, troppo lunghi o troppo brevi. Le coppie sono uno strano gioco di equilibri amari, dolci, zuccherosi, aspri o salati come lacrime. Le coppie sono qualcosa che è difficile da spiegare, perché forse definirle non renderebbe loro giustizia alcuna. Ma nel cuore di chi ama la coppia è come i componenti di un buon frappé: ben amalgamati ed uno indissolubilmente legato all’altro, se viene a mancare anche uno solo di questi, il gusto non è più lo stesso e l’immagine dolce sul nostro viso cede il posto ad una triste smorfia. Le coppie non le puoi capire da fuori, e ancora meno al loro interno. La coppia la devi vivere punto e basta, sia che salga, sia che scenda. Senza ma e senza se, riempi il tuo sacco con i tuoi sogni, le tue speranze e le tue esigenze, prendendo anche le sue e sperando che non si soffochino a vicenda. Arriva poi un giorno in cui quel biglietto per un motivo o per un altro, si sgualcisce e quasi non vedi né la destinazione, né tantomeno il posto che ti era stato assegnato: c’è solo nebbia. Succede che un giorno non parli più, non esterni più, ed è forse quello l’errore che dà al tutto un’aurea mortale, perché solo la voce dà corpo a quel che cova giù nel fondo. Perché una coppia è una strana alchimia di odori, sapori, giochi, ma è soprattutto parole: urlate o sussurrate, poco importa, basta che ci siano. Perché un bivio senza scambio già deciso porterà il treno al deragliamento, perché non ci si può dividere, perché non si amano due o tre persone per volta, e chi afferma questo è solo un superficiale che ha avuto la sventura di non innamorarsi mai per davvero. E l’amore non è solo quanto hai nelle tasche, o da dove vieni, anche se sono componenti importanti, perché se i pezzi che mancano a te, per caso ce li ho io nel mio sacco, bhé forse è per quello che il caso ci ha fatto incontrare. Si tentenna, ci si trascina, conosco un’inifinità di persone che vivono in un brutto limbo, e prendono in giro se stessi e chi sta con loro, chi li aspetta, e chi ci spera. Le coppie sono difficili, camminano su tacchi a spillo alti dodici centimetri cercando di sorreggere il loro pachidermico peso. Le coppie si nutrono di una linfa che tutti e due i cuori e le menti si affannano a produrre, e se anche solo uno dei due smette, la quantità prodotta non basterà mai alla coppia per continuare a camminare. Ma cadrà in ginocchio e rialzarsi sarà difficile. Non si deve cercare di nascondere quel che il cuore sussura, tu provi a zittirlo, ma è un’arma a doppio taglio, perché lui se ignorato cercherà di urlare sempre di più, fino a che tu, esausto, dovrai arrenderti all’odioso suono delle sue parole. Se non parli, se non esterni quel biglietto vale davvero a poco…
venerdì 11 gennaio 2008
Siamo Quello Che Vogliamo Essere
Tutto passa, bisogna mettersi a nudo e sentire freddo, avere male agli organi interni, toccare la superficie più gelida che c’è per capire che fuori ci deve essere altro per noi. Qualcosa che ti guarisce, qualcosa che ti aiuta a girare pagina, qualcosa che ti fa scrivere la parola fine in fondo a tutte le brutture.